Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 i cittadini italiani sono chiamati a partecipare al referendum costituzionale sulla modifica di 7 articoli della Costituzione Italiana in materia di ordinamento della magistratura.
Queste modifiche sono motivate dalla necessità di separare le carriere dei magistrati, ma in realtà già oggi in Italia questa separazione di fatto esiste già: su 9.000 magistrati in servizio solo 42 in un anno hanno cambiato carriera. E' proprio necessario modificare ben 7 articoli della Costituzione per così pochi casi?
Inoltre:
a) la riforma prevede, anziché un unico Consiglio Superiore della Magistratura, che abbiamo oggi, la creazione di 3 nuovi organi (2 Consigli Superiori e un'Alta Corte), moltiplicando così costi, uffici e poltrone;
b) la divisione dei CSM significa dividere e quindi rendere più deboli sia i magistrati giudicanti che quelli inquirenti, più deboli e meno autonomi rispetto al potere dei politici;
c) i loro componenti verrebbero sorteggiati, ma con un inganno, perché i componenti non togati verrebbero sorteggiati sì, ma da un elenco che sarà prima preparato e votato dalla maggioranza di governo;
d) le sanzioni disciplinari per i magistrati che sbagliano, che oggi sono affidate al CSM, domani sarebbero di competenza della nuova Alta Corte Disciplinare. Ma non potranno essere applicate se non saranno convalidate sempre dal CSM. Un pasticcio e una complicazione inutile;
e) questa riforma, inoltre, non migliora in alcun modo il funzionamento, l'efficienza e la velocità della giustizia: non ci sono stanziamenti in più per le strutture, i mezzi, il personale che oggi mancano e che sono la vera causa dell'allungamento dei tempi dei processi;
f) infine, siamo sicuri che una giustizia che dipende dalla politica sarà più giusta? Farà gli interessi dei cittadini o dei politici di turno?
Il magistrato deve restare soggetto solo alla legge, non al vento elettorale del momento. La politica - qualsiasi politica - non deve mettere le mani sulla giustizia.
I seggi elettorali sono aperti domenica 22 marzo dalle ore 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle ore 7 alle 15.
Ulteriori notizie sul sito del Ministero dell'Interno.
Per votare bisogna portare un documento di identità e la tessera elettorale, che va conservata per essere utilizzata anche nelle consultazioni successive.

